Gestire la transizione digitale all’insegna del Dialogo Sociale.

di Bianca Cuciniello

Gestire la transizione digitale all’insegna del Dialogo Sociale.

di Bianca Cuciniello (UIL, Dipartimento Contrattazione Privata, Rappresentanza, Politiche Settoriali e Ambiente)

Il mondo del lavoro sta vivendo importanti cambiamenti guidati dalle innovazioni tecnologiche, dalla globalizzazione e dai cambiamenti demografici, ambientali e climatici, cambiamenti che stanno subendo una forte accelerazione per effetto della pandemia.

Come noto, in tema di innovazioni tecnologiche, il 23 giugno 2020 è stato firmato l’Accordo quadro europeo sulla digitalizzazione dalle Parti sociali europee intersettoriali, CES (Confederazione Europea Sindacati) – BusinessEurope – CEEP (European Centre of Employers and Enterprises providing Public Services and Services of general interest) – SMEunited (European Association of Craft, Small and Medium-sized Enterprises). La UIL ha partecipato alla delegazione di negoziazione della CES in rappresentanza di CGIL, CISL e UIL.

L’Accordo definisce gli elementi per un quadro di rifermento in merito agli impatti dell’innovazione tecnologica nel mondo del lavoro. Esso si applica al settore pubblico e privato e a tutte le attività economiche, comprese le attività che utilizzano piattaforme online in cui esiste un rapporto di lavoro come definito a livello nazionale.

Le Parti sociali europee, con questo accordo, hanno condiviso la finalità di governare la digitalizzazione in modo da renderla vantaggiosa per le imprese e i lavoratori, andando ad agire sulla governance dei mercati del lavoro, sull’istruzione, sulla formazione professionale e sui sistemi di protezione sociale.

L’obiettivo è quello di prevedere ed anticipare il cambiamento e fornire le competenze necessarie in un’ottica di garanzia dell’occupabilità digitale, attraverso un impegno condiviso da parte di tutti gli attori (datori di lavoro, lavoratori e rappresentanti dei lavoratori) in un processo concordato e gestito congiuntamente, valorizzando quanto già previsto in tema dalla contrattazione collettiva. Processo nel quale dovranno essere analizzati e gestiti gli effetti della digitalizzazione sull’organizzazione del lavoro per quanto attiene al contenuto del lavoro e alle competenze, alle condizioni di lavoro e alle relazioni di lavoro. Nell’Accordo sono state individuate quattro aree tematiche.

La prima rivolta alle sfide e alle opportunità della trasformazione digitale, le quali dovranno essere orientate a evitare la perdita di posti di lavoro e a creare nuove opportunità, attraverso la formazione continua e la riprogettazione dei posti di lavoro. Questo in particolare per consentire ai lavoratori di rimanere all’interno dell’impresa in un nuovo ruolo nel caso in cui alcune delle loro mansioni o il loro posto di lavoro scompaiano a seguito dell’introduzione della tecnologia digitale. Inoltre, viene sancito che la formazione deve essere sostenuta economicamente dal datore di lavoro, organizzata durante l’orario di lavoro, opportunamente rimborsata se organizzata in un altro momento e basata sui bisogni formativi dell’impresa.

La seconda tematica è riferita alla definizione di modalità di connessione e di disconnessione. È fondamentale sviluppare una cultura in cui i datori di lavoro ed i lavoratori partecipano attivamente per garantire un ambiente di lavoro sicuro e sano tramite un sistema di diritti, responsabilità e doveri definiti, ed in cui il principio della prevenzione deve avere la massima priorità. In tal senso è stato sancito il principio che, nel pieno rispetto della legislazione e delle disposizioni sull’orario di lavoro contenute nei contratti collettivi, per ogni ulteriore contatto fuori orario da parte dei datori di lavoro, il lavoratore non è obbligato ad essere reperibile.

In merito alla tematica legata all’impiego sempre più diffuso di sistemi di Intelligenza Artificiale, l’Accordo traccia le linee di indirizzo per garantire un corretto uso della IA, che partono dal principio di governarne l’inserimento non perdendone mai il controllo, mantenendo così un rapporto tra uomo e macchina ben definito e, soprattutto, valorizzando il lato umano del lavoro.  L’implementazione di Intelligenza Artificiale dovrebbe essere preceduta dall’effettuazione congiunta della valutazione dei rischi, che comprenda le opportunità di migliorare la sicurezza sul luogo di lavoro e di prevenire danni quali quelli per l’integrità fisica umana, la sicurezza psicologica, il bias di conferma o di stanchezza cognitiva. Inoltre, dovrà essere verificato che rispetti i principi di equità, per garantire che le lavoratrici, i lavoratori e gruppi vulnerabili non siano vittime di pregiudizi ingiusti e discriminazioni.

L’ultimo tema affrontato riguarda la tecnologia digitale ed i sistemi di sorveglianza dell’Intelligenza Artificiale che, unitamente all’elaborazione dei dati, aumentano il rischio di compromettere la dignità dell’essere umano, in particolare nei casi di controllo e monitoraggio personale. Si fa riferimento al GDPR (2016/679) per le norme relative al trattamento dei dati personali dei lavoratori nell’ambito lavorativo che devono essere rispettate, e nello specifico viene richiamato l’art. 88 in merito alla possibilità di stabilire, mediante contratti collettivi, norme più specifiche in materia di trattamento dei dati personali. L’obiettivo è garantire un ruolo centrale ai rappresentanti dei lavoratori nella definizione delle politiche aziendali in merito alla privacy, fornendogli delle strumentazioni adatte per svolgere questo ruolo, e ad assicurare una minimizzazione dei dati raccolti attraverso una definizione chiara degli scopi di utilizzo.

Come UIL riteniamo che nell’Accordo sono stati valorizzati tutti quegli elementi che possono contrastare i possibili effetti negativi dovuti all’accelerazione della trasformazione digitale, elementi necessari per leggere i cambiamenti apportati dalla digitalizzazione in un’ottica di sistema, la sola in grado di assicurare un efficace adattamento delle nuove tecnologie all’organizzazione del lavoro. In tal senso auspichiamo che venga avviato in tempi brevi il percorso per la stipula di un Accordo Interconfederale di recepimento con le Associazioni datoriali.