Competenze creative nell’ambito del mercato del lavoro italiano.
Inapp e IMT. Maggio 2021“Report tecnico Competenze creative e sistemi di raccomandazione”.
Inapp e IMT. Maggio 2021.
Autori del testo: Massimo Riccaboni (Scuola IMT); Massimiliano Franceschetti (Inapp); Sara Landi (Scuola IMT). Testo chiuso e pubblicato nel mese di Maggio 2021.
Pubblichiamo il paragrafo conclusivo del Report tecnico, realizzato nell’ambito della Convenzione tra Inapp (Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche) e Scuola IMT Alti Studi di Lucca, Convenzione finalizzata allo scambio di esperienze e conoscenze in materia di imprese, competenze, evoluzione dei sistemi e delle metodologie della formazione e tecnologia (con particolare riferimento all’intelligenza artificiale).
Il Report presenta un percorso di ricerca sviluppato da INAPP e Scuola IMT Alti Studi di Lucca, e teso ad analizzare l’importanza delle competenze creative nell’ambito del mercato del lavoro del nostro Paese, anche con l’obiettivo di fornire indicazioni e suggerimenti preziosi agli operatori delle filiere formative per definire eventuali percorsi di aggiornamento. Il contributo, al fine di misurare l’importanza della creatività come particolare categoria di soft skills, utilizza in via sperimentale una metodologia di analisi basata su tecniche di intelligenza artificiale e condivide una prima serie di riflessioni derivanti dall’applicazione di questo modello ai dati raccolti nell’ambito di indagini campionarie condotte presso imprese e lavoratori.
“[…] 5. Conclusioni preliminari e prospettive di analisi.
Con l’avvento di tecnologie sempre più efficienti e l’adozione sempre più pervasiva dei sistemi di intelligenza artificiale, il mercato del lavoro, specie nelle economie avanzate, ha subito grandi trasformazioni. Secondo il Cedefop (Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale), la tecnologia sta cambiando il mondo del lavoro su tre direttrici principali: sostituzione, creazione, trasformazione del lavoro. Sebbene l’avanzamento tecnologico sia sempre stato il motore dello sviluppo economico, i cicli di innovazione attuali sono molto più veloci e pervasivi e la capacità di adattamento delle competenze dei lavoratori rischia di non essere altrettanto rapida. Emerge quindi la necessità di favorire la rapida acquisizione di nuove abilità e competenze per restare al passo con i tempi. Tale necessità si accompagna a quella di integrare le competenze digitali con altre abilità tecniche e, soprattutto, personali e comportamentali sul lavoro (soft skill), e dimostra come i lavoratori e la tecnologia siano complementari. La tecnologia, infatti, può aiutare il lavoratore ad eseguire compiti, raccogliere e sintetizzare dati rapidamente, ma non può sostituire il contributo personale e relazionale nello svolgimento della propria professione.
I risultati di questo primo lavoro sperimentale muovono esattamente in questa direzione e dimostrano come le soft skill, e la creatività nello specifico, si articolino lungo percorsi idiosincratici, propri di ciascuna occupazione. La creatività, infatti, è caratterizzata da molteplici sfumare di contesto e di significato e si adatta diversamente, tra professioni e tra individui.
L’approccio proposto in questo lavoro mostra come le tecniche di machine learning possono contribuire ad identificare i tratti di competenze da valorizzare nel contesto delle trasformazioni in atto nel mercato del lavoro. Viene così superata la canonica distinzione tra professioni tecniche e professioni intellettuali e all’interno dello stesso grande gruppo o della stessa area di attività, si riscontrano andamenti differenziati. Tale eterogeneità ci spinge a concludere che la formazione dei lavoratori deve investire fortemente sulle competenze soft e allo stesso tempo evidenzia le competenze di cui c’è maggiormente bisogno nello svolgimento del lavoro quotidiano.
L’analisi condotta nelle pagine precedenti ci permette dunque di fare alcune prime considerazioni.
Il primo tema riguarda l’importanza della creatività. Le tecniche di machine learning (recommender system) utilizzate per analizzare i dati derivanti dalle indagini condotte presso le imprese ci confermano innanzitutto che la creatività è una competenza ritenuta di grande interesse all’interno delle organizzazioni così come nell’ambito del contenuto del lavoro di molte professioni e che, in diversi contesti, si evidenzia inoltre tendenzialmente la necessità di potenziarla con specifiche attività di aggiornamento (fabbisogno formativo).
La seconda riflessione riguarda invece la caratteristica della trasversalità di questa competenza nell’ambito del mondo del lavoro. La creatività, come particolare tipologia di soft skill, è una variabile importante tanto nell’ambito del manifatturiero quanto nelle aziende e in altre organizzazioni impegnate nel variegato universo dei servizi o della pubblica amministrazione (per esempio sanità).
Le prime analisi condotte sui dati mediante l’applicazione dell’algoritmo di matrix completion evidenziano, tuttavia, come i fabbisogni di creatività da potenziare con specifiche attività formative riguardino prevalentemente, sia nel manifatturiero (per esempio nell’ambito della fabbricazione di prodotti in metallo, apparecchiature elettriche e altri macchinari) che nei servizi, alcuni raggruppamenti professionali. Nel manifatturiero, per esempio, la creatività (e la necessità di un suo aggiornamento) riguarda innanzitutto gli artigiani e gli operai specializzati (grande gruppo 6 della Classificazione delle professioni) così come i conduttori di impianti e gli operai di macchinari fissi (grande gruppo 7), in pratica figure professionali a vario titolo riconducibili alle qualifiche triennali e quadriennali dei percorsi di Istruzione e formazione professionale (IeFP), vale a dire delle cosiddette filiere formative professionalizzanti.
Il fabbisogno di creatività, insomma, sembra concentrarsi innanzitutto in capo a quelle professioni che utilizzano l’esperienza e applicano le conoscenze tecnico-pratiche dei materiali, degli utensili e dei processi per realizzare lavori di vario tipo, costruire, riparare o manutenere manufatti, oggetti e macchine. Detto in altri termini la creatività (la necessità che sia potenziata) rappresenta un valore importante anche per un gruppo di professioni non tradizionalmente, almeno nelle attese degli analisti e forse anche degli stessi lavoratori, contraddistinte da un uso intensivo di questa competenza. […]”.
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