Decreto legge recante “ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.

21 Aprile 2022

Decreto legge recante “ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”

21 aprile 2022 

1.Fonti e giustificazioni:

“[…] Visti gli articoli 77 e 87, quinto comma, della Costituzione;

Visto il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza;

VISTO il decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, recante “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti”;

Visto il decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, recante “Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”;

Visto il decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80 recante “Misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa funzionale all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per l’efficienza della giustizia”, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2021, n. 113;

Visto il decreto-legge del 6 novembre 20221, n. 152 recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose”, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233;

Considerata la straordinaria necessità e urgenza di un’ulteriore semplificazione e accelerazione delle procedure, incluse quelle di spesa, strumentali all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, nonché di adottare misure per il rafforzamento della capacità amministrativa delle amministrazioni titolari degli interventi;

Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 13 aprile 2022 […]”….

 

2.Su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e dei Ministri dell’economia e delle finanze, per la pubblica amministrazione, per l’innovazione tecnologica, per la transizione digitale, per il Sud e la coesione territoriale, della transizione ecologica, della giustizia, dell’università e della ricerca e del turismo, il testo è stato integrato con norme che prevedono:

-Nuove regole per la formazione iniziale e continua e per il reclutamento dei docenti della scuola secondaria;

-Percorsi certi per chi vuole insegnare;

-Definizione più chiara degli obiettivi e delle modalità della formazione dei docenti durante tutto il loro percorso lavorativo;

-Concorsi annuali per reclutare con costanza il personale, aprendo più rapidamente le porte ai giovani;  

3.Il pacchetto di nuove misure -per procedere celermente, mediante processi di sburocratizzazione, sui 45 progetti del Pnrr, da concludere entro il 30 giugno- contiene anche l’istituzione di un Portale nazionale per la lotta al lavoro nero e l’introduzione dell’obbligo per la pubblica amministrazione d’uso della piattaforma InPa, cioè il “Linkedin dei concorsi pubblici italiani”, con l’obbligo di conoscenza di “almeno una lingua straniera” e “del corretto utilizzo delle tecnologie informatiche e dei mezzi di informazione e social media”, da verificarsi in fase di concorso per poter accedere a un posto di lavoro nella Pa.
Il DL prevede un codice per il “corretto utilizzo delle tecnologie informatiche e dei mezzi di informazione e social media”, anche per “tutelare l’immagine” della Pubblica amministrazione.

Il DL prevede il potenziamento del sistema di monitoraggio dell’efficientamento energetico attraverso le misure di Ecobonus e Sismabonus fino al 110%.

Per contrastare, come detto, il lavoro in nero viene istituito un portale unico nazionale del lavoro sommerso: “le risultanze dell’attività di vigilanza” sul lavoro sommerso “confluiscono in un portale unico nazionale gestito dall’Ispettorato nazionale del lavoro denominato Portale Nazionale del Sommerso (PNS)”, che sostituisce ed integra le banche dati esistenti.

Presso il Ministero della Giustizia viene istituito il Comitato tecnico-scientifico per il monitoraggio sull’efficienza della giustizia civile, sulla ragionevole durata del processo e sulla statistica giudiziaria. Si tratta di un organismo di consulenza e di supporto nella valutazione periodica del raggiungimento degli obiettivi di “accelerazione e semplificazione” dei procedimenti civili. Il comitato è presieduto dal ministro della giustizia o da un suo delegato ed è formato da massimo 15 componenti, per cui non sono previsti compensi.

I fondi del Pnrr possono cambiare destinazione, all’interno della stessa missione, e andare a rafforzare la dote dei “Progetti bandiera” delle Regioni. Nel DL sii prevede infatti che “eventuali economie realizzate a seguito di procedure di selezione dei progetti da parte delle amministrazioni titolari degli investimenti” possano andare ai Progetti bandiera “all’interno delle stesse missioni e componenti del Pnrr”.

Il decreto prevede inoltre che i progetti destinati alla realizzazione di opere e impianti di elettrificazione dei porti nonché le opere e le infrastrutture connesse “finanziati, in tutto o in parte, con le risorse previste dal Pnrr” o “cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione europea” siano” da considerarsi di pubblica utilità” e “caratterizzati da indifferibilità ed urgenza”. Sono “soggetti ad una autorizzazione unica, rilasciata dalla Regione competente nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico”, si legge nella bozza.

Viene istituito, presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, un “fondo per il ristoro dei danni subìti dalle vittime di crimini di guerra e contro l’umanità per la lesione di diritti inviolabili della persona, compiuti sul territorio italiano dalle forze del Terzo Reich nel periodo tra il 1° settembre 1939 e l’8 maggio 1945”. Si vuole in tal modo assicurare “continuità all’accordo tra la Repubblica italiana e la Repubblica Federale di Germania già posto in esecuzione con decreto del Presidente della Repubblica” del “14 aprile 1962”.  “Hanno diritto all’accesso al fondo” coloro “che hanno ottenuto un titolo costituito da sentenza passata in giudicato avente ad oggetto l’accertamento e la liquidazione dei danni”.

Il decreto prevede anche contratti di collaborazione per coprire i posti rimasti vacanti dopo l’esito negativo dei due “Concorsi per il Sud”. In tal senso il governo prevede di poter trasferire i fondi inutilizzati alle amministrazioni al fine di stipulare contratti di collaborazione a professionisti con le caratteristiche di quelle ricercate nei concorsi. Il ministro per il Sud e la Coesione territoriale ha promosso disposizioni che riguardano le ZES (Zone Economiche Speciali) e le ZLS ( Zone Logistiche Semplificate), misure alternative per il rafforzamento delle amministrazioni meridionali (a seguito del mancato raggiungimento delle 2.800 assunzioni previste attraverso il ‘concorso Sud’), lo stanziamento di risorse per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Per sostenere maggiormente gli investimenti all’interno delle ZES, sarà introdotta in queste aree una forma apposita di Contratti di sviluppo.

Una prossima delibera CIPESS stanzierà in proposito 250 milioni di euro provenienti dalla programmazione 2021-2027 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione.

Queste risorse confluiranno nel Piano di Sviluppo e Coesione 2021-2027 del Ministero dello Sviluppo Economico, il quale definirà -d’intesa con il ministro per il Sud e la Coesione territoriale- le aree tematiche e gli indirizzi operativi per la gestione dei Contratti di sviluppo, privilegiando la massima semplificazione e la riduzione dei tempi.
Per superare difficoltà di interpretazione delle norme precedenti, il decreto-legge chiarisce che tra gli investimenti all’interno delle ZES soggetti a credito d’imposta sono compresi sia l’acquisto di terreni, sia l’acquisizione, l’ampliamento e la realizzazione degli immobili strumentali agli investimenti.
I Commissari straordinari delle singole ZES potranno proporre una modifica dei confini delle rispettive aree, nel rispetto del limite massimo della superficie già stabilito per ogni Regione. La nuova perimetrazione sarà adottata con un DPCM su proposta del ministro per il Sud e la Coesione territoriale, sentita la Regione competente.
Il DL prevede l’emanazione di un prossimo DPCM -adottato su proposta del ministro per il Sud e la Coesione territoriale- che definirà nello specifico le procedure di istituzione, le modalità di funzionamento e la governance delle ZLS, nonché le condizioni per l’applicazione delle misure di semplificazione.

Come anticipato, i due bandi relativi al ‘Concorso Sud’ non sono stati sufficienti a coprire tutti i 2.800 posti previsti, volti a rafforzare la dotazione del personale delle amministrazioni locali meridionali, in vista della partecipazione ai bandi del PNRR e delle politiche di coesione italiane ed europee. Le risorse non utilizzate potranno ora essere trasferite alle stesse amministrazioni per stipulare contratti di lavoro autonomo con personale in possesso della professionalità tecnica analoga a quella prevista dal concorso. I contratti saranno stipulati sulla base di uno schema predisposto dall’Agenzia per la Coesione, che definirà le modalità (tempi, remunerazione massima, ecc.) della collaborazione.

Il bando che assegna 300 milioni di euro per la valorizzazione di beni confiscati alla criminalità organizzata non comprende l’attribuzione di risorse per la gestione delle attività che saranno svolte all’interno di quel bene, in quanto questo genere di investimenti non è finanziabile nell’ambito del PNRR. Per garantire comunque la sostenibilità economico gestionale delle opere che risulteranno vincitrici del bando, la norma consente di finanziare le spese di gestione, con una dotazione iniziale pari a 2 milioni di euro per l’anno 2022. Tali risorse saranno ripartite dall’Agenzia per la Coesione territoriale agli enti beneficiari, che saranno selezionati al termine della procedura prevista dal bando PNRR.

Un’autorizzazione unica, rilasciata dalla Regione, per la realizzazione di opere e infrastrutture per l’elettrificazione delle banchine dei porti. E’ una delle norme contenute nel decreto-legge “recante ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. La disposizione attua la riforma prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sulla semplificazione delle procedure di autorizzazione per gli impianti di cold ironing e consente a Ministero delle Infrasterutture e delal Mobilità sostenibili  di raggiungere anticipatamente un altro dei tre traguardi delle riforme previste nel PNRR per il quarto trimestre del 2022.

Anche la riforma relativa alla semplificazione delle procedure per la pianificazione strategica in ambito portuale, prevista come traguardo nel quarto trimestre del 2022, è stata approvata lo scorso anno.Gli investimenti previsti per l’elettrificazione delle banchine, pari a 700 milioni di euro, sono finanziati dal Piano Nazionale Complementare. L’autorizzazione unica viene rilasciata dalla Regione nel rispetto delle normative di tutela dell’ambiente, del paesaggio e del patrimonio storico-artistico, all’esito della Conferenza di servizi, promossa dall’Autorità di sistema portuale o dalla stessa Regione competente e alla quale partecipano tutte le amministrazioni interessate. Il termine massimo per la conclusione del procedimento è di 120 giorni, o di 180 giorni nel caso in cui sia necessario procedere alla valutazione di impatto ambientale, valutazione quest’ultima che spetta alla Regione che è chiamata ad effettuarla con modalità accelerate (riduzione della metà dei termini attualmente previsti).

Al via anche l’istituzione del ‘Sistema Nazionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici’. Dalla relazione sul “monitoraggio dei provvedimenti attuativi”, presentata in Consiglio  dei ministri dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli, delegato all’attuazione, si evince che sono stati incassati i 21 miliardi connessi al  raggiungimento dei 51 obiettivi Pnrr del 2021, e che il governo prosegue  nell’attuare il vasto programma di riforme, investimenti e misure  economiche e sociali.