Normativa dell’Unione europea in materia di minori stranieri non accompagnati.
(Fonte: Servizio Studi Senato. Dossier n. 171-Ottobre 2023).
Le istituzioni europee hanno più volte richiamato l’attenzione sulla necessità, per i minori non accompagnati migranti, di una protezione specifica e adeguata.
Nella comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio “La protezione dei minori migranti”, del 12 aprile 2017, la Commissione europea rileva come i minori vivano una serie di esperienze legate alla migrazione, spesso traumatiche, e si trovino in una situazione di particolare vulnerabilità, dovuta all’età, alla lontananza da casa, e spesso alla separazione dai genitori o dai responsabili della loro cura. I minori migranti, di entrambi i sessi, sono inoltre esposti a rischi e spesso subiscono forme estreme di violenza e sfruttamento, sono vittime della tratta di esseri umani e di abusi di tipo fisico, psicologico e sessuale, prima e/o dopo il loro arrivo sul territorio dell’Ue. Possono essere emarginati e coinvolti in attività criminali o di radicalizzazione, scomparire o essere separati dalle loro famiglie. Le bambine e le ragazze sono esposte al rischio di matrimoni forzati. Tali rischi si accentuano – osserva la Commissione – quando i minori viaggiano senza essere accompagnati o sono obbligati a condividere strutture sovraffollate con adulti estranei(1) .
La comunicazione evidenzia che i minori migranti necessitano pertanto di una specifica e adeguata protezione, anche attraverso la formulazione di politiche e di programmi di sostegno.
Gli Stati membri sono dunque ‘incoraggiati’ a:
- garantire che all’arrivo dei minori siano effettuate valutazioni individuali delle vulnerabilità e delle esigenze in funzione del genere e dell’età e che in tutte le procedure successive si tenga conto di tali valutazioni;
- garantire che tutti i minori abbiano accesso tempestivo all’assistenza sanitaria (compresa la prevenzione) e al sostegno psico-sociale nonché a un’istruzione formale inclusiva, a prescindere dal loro status;
- garantire che ai minori non accompagnati sia offerta una serie di opzioni di assistenza alternativa, compreso l’affidamento/l’assistenza su base familiare;
- integrare le politiche per la tutela dei minori in tutte le strutture di accoglienza che li ospitano, anche nominando una persona responsabile per la protezione dei minori;
- garantire che vi sia un adeguato ed efficace sistema di monitoraggio relativo all’accoglienza dei minori migranti.
Nel Piano d’azione per l’integrazione e l’inclusione 2021-2027, adottato il 24 novembre 2020, la Commissione ha inteso compiere un ulteriore passo avanti rispetto al piano d’azione del 2016, presentando nuove azioni volte a promuovere l’integrazione e l’inclusione. Il piano si incentra sugli elementi ritenuti fondamentali per una riuscita integrazione e inclusione nelle società di accoglienza: istruzione e formazione, lavoro e qualificazione, sanità e alloggio. La Commissione sottolinea che, se da un lato le politiche sociali generali dovrebbero essere inclusive per tutti e attente alle esigenze di una società diversificata, dall’altro alcuni gruppi e alcune aree dei Paesi ospitanti avranno bisogno di un sostegno mirato per superare sfide specifiche. Viene evidenziato che “per i migranti appena arrivati, l’integrazione nelle società europee comporta spesso una serie di difficoltà che dipendono dal modo in cui sono giunti, dal loro livello di competenze, dalla loro conoscenza della lingua e dalla loro provenienza. I responsabili politici dovrebbero prevedere, nell’ambito di ogni settore politico, meccanismi di sostegno mirati e personalizzati”. In tale contesto, “i minori avranno bisogno di un sostegno e una protezione aggiuntivi che ne garantiscano sempre l’interesse superiore, soprattutto quando non sono accompagnati”.
Secondo la Commissione, “le scuole hanno il potenziale per essere veri e propri poli di integrazione per i minori”. L’ambiente scolastico dovrebbe coinvolgere le comunità e i servizi di assistenza, mentre gli insegnanti dovrebbero essere dotati delle competenze e delle risorse necessarie per insegnare in classi multiculturali e multilingue e per sostenere i bambini provenienti da un contesto migratorio durante tutta la loro formazione. Altrettanto importante si ritiene l’accesso ai servizi sanitari, che dovrà essere supportato fornendo agli operatori sanitari una formazione sulla gestione della diversità e sulle esigenze di specifici gruppi di migranti, fra cui i minori non accompagnati.
Infine, nel 2021 la Commissione ha presentato la Strategia dell’Ue sui diritti dei minori, cui ha fatto seguito la Raccomandazione del Consiglio che istituisce una garanzia europea per l’infanzia, iniziative il cui obiettivo è tutelare i minori, aiutarli a far rispettare i loro diritti e collocarli al centro dell’elaborazione delle politiche dell’Ue.
La strategia richiama quanto già esposto nella comunicazione del 2017 e sottolinea come i minori migranti soffrano spesso di problemi di salute mentale in ragione di situazioni vissute nel Paese di origine e/o lungo la rotta migratoria, dell’incertezza o di trattamenti degradanti nel Paese di arrivo. Viene inoltre ancora una volta ribadito che il principio dell’interesse superiore del minore deve costituire un criterio fondamentale in tutte le azioni e le decisioni riguardanti minori migranti. Si rileva tuttavia che, malgrado i progressi compiuti, i minori non ricevono sempre informazioni adeguate alla loro età sulle procedure, né una guida e un sostegno efficaci nel corso delle procedure di asilo o rimpatrio.
Viene dunque rivolto un invito agli Stati membri affinché questi:
- promuovano strategie e programmi nazionali destinati ad accelerare la deistituzionalizzazione e la transizione verso servizi di assistenza di qualità, basati sulle famiglie o sulle comunità;
- rafforzino i sistemi di tutela a disposizione di tutti i minori non accompagnati, anche attraverso la partecipazione alle attività della rete europea per la tutela.
La strategia sottolinea inoltre che il nuovo Fondo Asilo, migrazione e integrazione, istituito con il regolamento (UE) 2021/1147 e valido per il periodo dal 1o gennaio 2021 al 31 dicembre 2027 (ossia per la durata dell’attuale quadro finanziario pluriennale),è inteso a rafforzare la protezione dei minori migranti non accompagnati riconoscendo e fornendo sostegno finanziario e incentivi per l’accoglienza, l’alloggio e altre esigenze speciali di tali minori, con un tasso di cofinanziamento fino al 75 percento, che può raggiungere il 90 percento per i progetti attuati nel quadro di azioni specifiche.
Anche il Consiglio dell’Unione europea si è pronunciato in materia. Si segnalano in particolare:
- le conclusioni sulla promozione e tutela dei diritti del minore, del 3 aprile 2017, in cui viene ribadito che tutti i minori rifugiati e migranti hanno il diritto di essere protetti, in linea con le pertinenti disposizioni del diritto dell’Ue e con il diritto internazionale sui diritti del minore;
- le conclusioni relative alla strategia dell’Unione europea sui diritti dei minori, del 9 giugno 2022, che riservano una particolare attenzione alla tutela dei diritti dei minori in situazioni di crisi o di emergenza. Il Consiglio invita gli Stati membri a elaborare politiche e misure per garantire i diritti di tutti i minori senza discriminazioni, anche:
- adottando strategie nazionali globali o altre politiche integrate equivalenti in materia di diritti dei minori che siano dotate di risorse adeguate e sostenute da quadri di capacità sufficienti;
- rafforzando la cooperazione e il coordinamento fra tutte le autorità e i portatori di interessi;
- sfruttando al meglio i finanziamenti nazionali e dell’Ue disponibili per la promozione e la protezione dei diritti dei minori;
- migliorando la raccolta di dati legati all’età e disaggregati per genere in modo comparabile in tutta l’Ue, rispettando le circostanze nazionali e promuovendo la ricerca specifica per i minori, in particolare relativamente ai settori tematici trattati dalla sopra citata strategia dell’Ue sui diritti dei minori, affinché vengano elaborate e attuate politiche sensibili e basate su dati concreti;
- rafforzando le attività di sensibilizzazione e formazione sui diritti dei minori, anche destinate ai minori stessi, ai professionisti che lavorano con e per loro, ai responsabili politici, ai funzionari pubblici e alle autorità pubbliche, ai giudici, ai procuratori e ad altri operatori della giustizia, al personale civile e militare nelle missioni relative alla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), nonché alle istituzioni nazionali per i diritti umani, alle organizzazioni della società civile e ai difensori dei diritti umani;
- attuando la raccomandazione (UE) 2021/1004 del Consiglio che istituisce una garanzia europea per l’infanzia, finalizzata a prevenire e combattere l’esclusione sociale dei minori bisognosi garantendo l’accesso effettivo a una serie di servizi fondamentali.
Il Consiglio invita inoltre gli Stati membri ad attuare le garanzie giuridiche dell’Ue per la tutela senza discriminazioni dei diritti fondamentali dei minori in situazioni di crisi o di emergenza, ascoltando e prendendo in considerazione il parere dei minori, in funzione dell’età e del grado di maturità, nel debito rispetto dell’interesse superiore del minore, in particolare:
- collaborando per affrontare meglio le esigenze di protezione dei minori che insorgono nelle situazioni di emergenza e sviluppando efficaci e praticabili alternative alla detenzione dei minori nei processi migratori ricordando che, in linea con l’acquis dell’Ue, la detenzione di minori migranti è prevista solo come misura di ultima istanza, qualora non siano possibili alternative, in ogni caso per il più breve tempo possibile e offrendo un alloggio adeguato;
- istituendo procedure di accoglienza che garantiscano alloggi protettivi adeguati alle esigenze dei minori, ne tutelino la salute fisica e mentale e assicurino loro l’accesso ai servizi di base;
- fornendo assistenza ai minori non accompagnati, in particolare attraverso la rapida designazione di un tutore legale o un’adeguata rappresentanza, favorendo la loro scolarizzazione e formazione professionale;
- potenziando le politiche di lotta contro la tratta di minori, definendo strategie per individuare le vittime della tratta e sensibilizzando i minori e le loro famiglie ai rischi di sfruttamento;
- garantendo che le emergenze non siano strumentalizzate in termini di tutela dei minori e, in particolare, che siano sospese le adozioni durante i conflitti armati.
La normativa di riferimento dell’Unione europea relativamente alle condizioni e procedure di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, fra cui sono anche i minori stranieri non accompagnati, comprende:
- la direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale (rifusione);
- la direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale (rifusione).
1) Cfr. la comunicazione della Commissione europea al Parlamento europeo “La protezione dei minori migranti” (COM 2017 211).
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