19 giugno 2021: prima sessione plenaria della Conferenza sul futuro dell'Europa

Il 19 giugno 2021 si tiene a Strasburgo la prima sessione plenaria della Conferenza sul futuro dell’Europa, l’iniziativa volta a coinvolgere cittadini di ogni categoria, rappresentanti della società civile, istituzioni europee, nazionali, regionali e locali in una riflessione congiunta sulle politiche e sulle ambizioni dell’Ue.

Questa riflessione collettiva si svolgerà attraverso iniziative di consultazione e dibattiti a livello decentrato (anche attraverso una piattaforma multilingue digitale), i cui risultati saranno discussi in sede plenaria. La conclusione dell’esercizio è prevista per la primavera del 2022, nell’arco del semestre della presidenza di turno della Francia.

1. La Conferenza sul futuro dell’Europa è stata inaugurata il 9 maggio 2021, in occasione della Giornata dell’Europa, a Strasburgo nella sede del Parlamento europeo.

Si ricorda che la proposta di istituire una Conferenza sul futuro dell’Europa era stata inizialmente avanzata da Emmanuel Macron nel marzo del 2019 nel suo contributo “Per un Rinascimento europeo”. La proposta di una Conferenza sul futuro dell’Europa è stata poi formalmente presentata dalla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ad inizio del suo mandato, con l’obiettivo di promuovere un ruolo attivo e determinante dei cittadini europei nella costruzione del futuro dell’Unione.

Le modalità organizzative della Conferenza sono state definite dalla Dichiarazione comune interistituzionale, firmata il 10 marzo 2021 dal Presidente del Parlamento europeo, dal Presidente di turno del Consiglio dell’UE (Portogallo) e dalla Presidente della Commissione europea, che ne esercitano congiuntamente la presidenza.

I lavori della Conferenza sono coordinati da un Comitato esecutivo, composto da rappresentanti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione e – in qualità di osservatore – della Troika presidenziale della COSAC (ossia dei rappresentanti dei Parlamenti nazionali degli Stati membri che esercitano la presidenza passata, attuale e futura del Consiglio dell’UE, attualmente i parlamenti tedesco, portoghese e sloveno, ma dal 1° luglio quello tedesco sarà sostituito dal francese).

2.Secondo l’ordine del giorno predisposto dal Comitato esecutivo, la prima sessione della Plenaria della Conferenza sul futuro dell’Europa del 19 giugno è dedicata a temi di natura procedurale (presentazione della Conferenza, compresi i panel europei di cittadini, i panel/eventi nazionali e la piattaforma digitale multilingue; presentazione del calendario dei lavori della Conferenza e della proposta dei copresidenti relativa all’organizzazione di gruppi di lavoro tematici). Su tali temi è previsto lo svolgimento di due dibattiti.

Lo svolgimento dei dibattiti si basa su tre principi: parità di condizioni tra le quattro componenti della Plenaria, parità di trattamento per tutti i membri della Plenaria e ruolo speciale per i cittadini. Il tempo di parola è distribuito su un piano di parità tra le quattro componenti (PE, Consiglio, Commissione, Parlamenti nazionali), con ulteriori 30 minuti di “catch-the-eye” per garantire l’uguaglianza di tutti i membri della plenaria.

Per quanto riguarda l’organizzazione dei nove gruppi di lavoro, il Comitato esecutivo ha previsto che essi corrispondano ai temi della piattaforma multilingue digitale comune:

1)Cambiamento climatico e ambiente;

2)Salute;

3)Un’economia più forte, giustizia sociale e posti di lavoro;

4)L’UE nel mondo;

5)Valori e diritti, Stato di diritto, sicurezza;

6)Trasformazione digitale;

7)Democrazia europea;

8)Migrazione;

9)Istruzione, cultura, gioventù e sport.

I singoli componenti della plenaria possono partecipare ad un solo gruppo di lavoro; ciascun gruppo di lavoro è composto di almeno 40 membri (12 per il Parlamento Europeo e i Parlamenti nazionali, 6 per il Consiglio, 1 per la Commissione – integrata da altri Commissari ove opportuno – 9 per i panel dei cittadini e 3 per i rappresentanti di panel o eventi nazionali, 3 per il Comitato delle Regioni e il Comitato economico e sociale, 2 per le parti sociali e 1 per la società civile).

I gruppi di lavoro sono presieduti: 2 da rappresentanti del Consiglio, 2 da rappresentanti della Commissione europea, 2 dal Parlamento europeo e 2 dai Parlamenti nazionali. Il gruppo di lavoro dedicato a istruzione, cultura, gioventù e sport sarà presieduto dal Presidente dell’European Youth Forum.

L’European Youth Forum è una organizzazione internazionale, con sede a Bruxelles, che rappresenta più di un centinaio di organizzazioni giovanili europee. Esso è attualmente preseduto da Silja Markkula (Finlandia).

Il 18 giugno 2021 si sono tenuti gli incontri dei Gruppi politici nonché gli incontri preparatori delle varie componenti dell’Assemblea plenaria (Parlamento europeo, Commissione, Consiglio, Parlamenti nazionali e rappresentanti dei cittadini).

Secondo il calendario approvato dal Comitato esecutivo il 26 maggio 2021, oltre alla riunione del 19 giugno, sono previste altre quattro riunioni della plenaria, in due delle quali saranno esaminate le raccomandazioni dei 4 panel europei dei cittadini, che a loro volta terranno, a partire dal settembre 2021, tre sessioni di lavoro ciascuno.

3. La Conferenza sul futuro dell’Europa, come specificato nella Dichiarazione comune interistituzionale, è un processo “dal basso verso l’alto”, incentrato sui cittadini, attraverso molteplici eventi e dibattiti organizzati in tutta l’Unione, a diversi livelli, ad esempio a livello europeo, nazionale, transnazionale e regionale, nonché attraverso una piattaforma digitale interattiva. In tale ottica, le istituzioni europee si impegnano a organizzare panel europei di cittadini.

Ciascuno Stato membro e ciascuna istituzione può organizzare ulteriori eventi, in linea con le proprie specificità nazionali o istituzionali, e fornire ulteriori contributi alla conferenza, quali panel di cittadini a livello nazionale o eventi tematici.

L’Assemblea plenaria della Conferenza garantirà che le raccomandazioni dei panel di cittadini a livello nazionale ed europeo, raggruppate per temi, siano discusse senza un esito prestabilito e senza limitare il campo di applicazione a settori d’intervento predefiniti.

La Dichiarazione comune ha indicato che i lavori della Conferenza, sulla scorta dell’agenda strategica del Consiglio europeo, degli orientamenti politici 2019-2024 della Commissione europea e in considerazione delle sfide poste dalla pandemia di COVID-19, riguarderanno, tra l’altro, i seguenti temi: a)la costruzione di un continente sano; b) la lotta contro il cambiamento climatico e le sfide ambientali; c) un’economia al servizio delle persone; d) l’equità sociale, l’uguaglianza e la solidarietà intergenerazionale; e) la trasformazione digitale dell’Europa; i) i diritti e valori europei, tra cui lo Stato di diritto; l) le sfide migratorie; m) la sicurezza; n) il ruolo dell’UE nel mondo; o) le fondamenta democratiche e come rafforzare i processi democratici dell’UE.

La Conferenza potrà, inoltre, discutere temi trasversali relativi alla capacità dell’UE di realizzare le priorità politiche, tra le quali: legiferare meglio, l’applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità, l’attuazione e l’applicazione della legislazione europea e la trasparenza.

La dichiarazione comune non fa alcun riferimento all’eventualità che, in esito alle conclusioni dei lavori, si renda necessaria una riforma dei Trattati (senza però neanche escluderla esplicitamente), possibilità che era stata prospettata dalla Presidente della Commissione europea nei suoi orientamenti politici e sostenuta anche dal Parlamento europeo nella Risoluzione del 15 gennaio 2020.

Gli Stati membri, in sede di definizione della posizione del Consiglio UE, il 3 febbraio 2021, hanno indicato che la Conferenza dovrebbe anche applicare l’approccio “policy first” e ispirare l’ulteriore sviluppo delle politiche e degli strumenti a medio e lungo termine, in modo da poter affrontare meglio le sfide attuali e future (ovvero una visione dell’Europa tra 10 e 20 anni), e che la Conferenza non rientra nell’ambito di applicazione dell’articolo 48 del Trattato sull’UE, relativo alle procedure di revisione dei Trattati.

4. Quanto alla partecipazione italiana alla conferenza, il Decreto dei Presidente del Consiglio dei Ministri del 20 aprile 2021 prevede l’istituzione di un Comitato scientifico per il futuro dell’Europa, composto da 30 esperti, al quale è affidato il coordinamento della pianificazione, della preparazione e dell’organizzazione degli interventi relativi per l’appunto alla partecipazione italiana alla conferenza.

Il Comitato scientifico: a) adotta direttive ed indirizzi per la sua predisposizione ed approva il programma delle attività relative alla partecipazione italiana alla conferenza; b) su proposta del Comitato organizzativo: promuove e coordina le manifestazioni, in Italia ed all’estero, connesse alla partecipazione dell’Italia alla Conferenza e le diffonde anche attraverso mezzi di comunicazione di massa; promuove opere letterarie, artistiche, cinematografiche, audiovisive e fotografiche atte a rappresentare i valori europei.

Il Comitato scientifico è assistito da un Comitato organizzativo co-presieduto dal Capo del dipartimento per le politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri e dal direttore generale per l’Unione europea del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale.

Al Comitato organizzativo è stato altresì invitato a partecipare un rappresentante per ciascuna amministrazione della Camera e del Senato. La prima riunione si è svolta il 28 maggio 2021.

Le Commissioni affari esteri e comunitari e le Commissioni Politiche dell’UE della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica stanno svolgendo una indagine conoscitiva congiunta sulla Conferenza sul futuro dell’Europa, che è stata avviata con le audizioni della Commissaria Suica, il 29 aprile 2021 e del  copresidente del Comitato esecutivo Verhofstadt il 20 maggio 2021.

Fonte: Senato della Repubblica. Servizio Studi. 16 giugno 2021