Ottanta anni fa, tra il 4 e l’11 febbraio 1945, nella Conferenza di Jalta (Yalta secondo la traslitterazione anglosassone), vennero definiti  gli accordi sull’assetto politico internazionale alla fine della Seconda guerra mondiale.

Il 4 febbraio 1945 Franklin Delano Roosevelt, Winston Churchill e Josif Stalin si incontrarono a Jalta, in Crimea, nel Palazzo di Livadija che era stato la residenza estiva di Nicola II. Pochi mesi dopo la Germania nazista avrebbe perso la Seconda guerra mondiale.

A Jalta i capi dei tre principali paesi alleati (Stati Uniti, Regno Unito e Unione Sovietica) presero alcune importanti decisioni sul proseguimento del conflitto, sul futuro della Germania, della Polonia, e sulla creazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Su come sarebbe stato il mondo dopo, insomma.

I tre capi di Stato alleati avevano iniziato una serie di incontri nell’agosto 1942 a Mosca, proseguiti a Casablanca nel gennaio 1943, al Cairo nel novembre 1943 e infine a Teheran nel dicembre 1943. Il generale Charles de Gaulle, allora presidente provvisorio della Francia, fece ogni sforzo per far sì che il suo Paese fosse presente a Jalta, ma fu osteggiato sia da Stalin sia da Roosevelt, i quali ritenevano che la Francia non meritasse di partecipare. Il 2 febbraio 1945, un paio di giorni prima dell’incontro di Jalta, Roosevelt e Churchill si erano incontrati a La Valletta, capitale di Malta, con l’obiettivo di concordare una posizione comune sulle possibili richieste di Stalin.

In base al principio delle cd. sfere d’influenza, i tre capi di Stato concordarono piani per la conclusione della guerra contro le potenze dell’Asse, l’occupazione e la spartizione della Germania e il successivo assetto dell’Europa e dell’Estremo Oriente.

In particolare, a Jalta, furono previsti lo smembramento della Germania in Stati indipendenti e lo spostamento a Ovest delle frontiere della Polonia (definendo tuttavia solo i confini orientali, lungo la linea Curzon), e si toccarono i problemi della frontiera italiana con l’Austria e la Iugoslavia. L’URSS s’impegnò a entrare in guerra contro il Giappone, dopo la sconfitta della Germania, in cambio del possesso delle isole Curili e di tutta l’isola di Sachalin.

Nella conferenza furono inoltre sviluppati i lavori, avviati a Dumbarton Oaks, in merito alla Carta delle Nazioni Unite (in particolare fu trovato un accordo sulla procedura di voto nel Consiglio di sicurezza) e si stabilì che la Conferenza delle Nazioni Unite sarebbe stata convocata a San Francisco il 25 aprile 1945.