Piani nazionali di ripresa e resilienza e coinvolgimento del Parlamento.

28 Aprile 2021

Piani nazionali di ripresa e resilienza e coinvolgimento del Parlamento.

I Piani nazionali di ripresa e resilienza sono i programmi che ogni Stato membro dell’Unione europea è tenuto a predisporre nell’ambito del Next Generation EU, lo strumento volto a rispondere alla crisi provocata dal Covid-19,definendo un pacchetto coerente di riforme e investimenti pubblici per il periodo 2021-2026 per la ripresa dalla pandemia. I Piani devono essere presentati, anche all’interno dei Programmi nazionali di riforma, in via ufficiale entro il 30 aprile 2021.

Quanto al coinvolgimento dei Parlamenti sui rispettivi Piani nazionali, giova distinguere due fasi: la fase di elaborazione dei Piani, prima dell’invio alle Istituzioni europee, e la fase di attuazione, successiva all’approvazione da parte delle Istituzioni europee. Dall’analisi di alcuni casi nazionali, emerge anzitutto che, in assenza di procedure codificate per l’esame dei Piani -presentati come “Documenti” governativi -non è stato formalmente previsto un passaggio parlamentare sulle proposte dell’Esecutivo, con riferimento alla fase ex ante. In questo contesto, l’interlocuzione con il Governo ha assunto dunque diverse forme procedurali, che vanno da quelle informative (audizioni di Ministri, atti di sindacato ispettivo, atti di indirizzo) all’attivazione di procedure legislative sostanzialmente connesse alla presentazione dei PNRR (com’è avvenuto in Francia e in Spagna). Relativamente al ruolo dei Parlamenti nella fase attuativa, altrettanto varia si presenta la situazione, che oscilla dall’assenza di indicazioni specifiche (ad es. in Italia e in Germania) alla previsione nel Piano di modalità precise di confronto tra Esecutivo e Legislativo. Sempre con riguardo all’attuazione dei Piani, sono diverse le previsioni concernenti la governance e il monitoraggio, nelle modalità attraverso cui il Governo intende rapportarsi al Parlamento. Infine, si registra una varietà degli organismi -parlamentari e non- a vario titolo coinvolti in entrambe le fasi, cui si affiancano però anche esempi di organismi e Commissioni bicamerali costituiti ad hoc.

A tal proposito si ricorda che la “risoluzione di maggioranza” sulle comunicazioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi, in vista dell’invio del Piano nazionale di ripresa e resilienza alla Commissione europea, approvata dalle Camere verso la fine del mese di Aprile, contiene un impegno ulteriore del governo (oltre ovviamente a quello di trasmettere il Piano nazionale di ripresa e resilienza alla Commissione europea), che consiste nell’assicurare “il pieno coinvolgimento del Parlamento, nonché la leale collaborazione con le Regioni e gli Enti Locali nelle fasi successive del Pnrr e la trasmissione della necessaria documentazione relativa al conseguimento dei traguardi e degli obiettivi intermedi contenuti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, in modo da consentire al Parlamento di monitorare l’attuazione e l’impatto dei singoli interventi, il rispetto dei tempi e degli obblighi di risultato previsti dal regolamento Ue 2021/241”.