PNRR, lavoro e occupazione. Quadro riepilogativo. 31 Luglio 2023.

(a cura della Redazione)

Fonte: Camera dei Deputati. Documentazione parlamentare..

Le politiche per il lavoro delineate nel PNRR rivestono un ruolo rilevante nel perseguimento degli obiettivi, trasversali a tutto il Piano, di sostegno all’empowerment femminile e al contrasto alle discriminazioni di genere e di incremento delle competenze e delle prospettive occupazionali dei giovani, con l’obiettivo principale di incrementare il tasso di occupazione, in particolar modo quella giovanile e femminile.

Interventi specifici in materia di politiche per il lavoro sono contenuti nella Missione 5 (“Inclusione e coesione”), nell’ambito della componente 1 (“Interventi speciali per la coesione territoriale”), che mira a ridurre i divari tra le diverse aree del paese.

In particolare, le misure connesse all’ambito delle politiche per il lavoro sono volte principalmente ad incrementare il tasso di occupazione, in particolar modo quella giovanile e femminile, anche attraverso il potenziamento della formazione professionale e la previsione di strumenti che facilitino le transizioni occupazionali.

La Componente 1 riguarda principalmente tre aree d’intervento, per un complesso di risorse pari a 6,66 miliardi di euro:

a)il potenziamento delle politiche attive del lavoro e della formazione professionale, attraverso l’adozione del Programma nazionale per la garanzia di occupabilità dei lavoratori (Programma GOL) e del Piano nazionale nuove competenze, nonché il rafforzamento dei Centri per l’impiego;

b)la promozione dell’imprenditorialità femminile e l’introduzione della certificazione della parità di genere;

c)l’acquisizione di nuove competenze da parte delle nuove generazioni, favorendo l’incontro tra il sistema di istruzione e formazione e il mercato del lavoro mediante il rafforzamento del Sistema duale, dell’apprendistato e del Servizio civile universale.

I.Gli investimenti finanziati nell’ambito della Componente 1 sono i seguenti:

1.Potenziamento dei Centri per l’impiego (M5C1-I. 1.1-6,7);

Per quanto concerne l’attuazione di tale investimento, collegato alla Riforma per il potenziamento delle politiche attive, si segnala che le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano hanno adottato tutti i Piani attuativi approvati da ANPAL e richiesti per la declinazione territoriale di quanto è previsto nel Programma GOL e che i beneficiari coinvolti nel programma fino al 15 dicembre 2022 sono pari a 668.224, numero maggiore rispetto ai 300.000 richiesti per il raggiungimento dell’obiettivo entro la fine del 2022 (banca dati Regis).

Inoltre, con il DM n. 74 del 28 giugno 2019 è stato adottato il Piano straordinario di potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro, modificato e integrato con DM n.59 del 22 maggio 2020.

In ottemperanza a tale ultimo DM, il DSG n. 123 del 4 settembre 2020 ha previsto l’adozione da parte di ciascuna Regione di un proprio piano regionale di potenziamento dei CPI. Conseguentemente, la Commissione di valutazione dei piani regionali (istituita dal Ministero del Lavoro) ha approvato i 19 piani presentati dalle regioni (sono escluse dalla presentazione dei piani le province autonome di Trento e Bolzano). Sulla base della rendicontazione effettuata dall’Unità di missione istituita presso il Ministero del lavoro per il Coordinamento delle attività di gestione degli interventi previsti nel PNRR (nota prot. 46/82 del 20/06/2022) i CPI che presentano uno stato di avanzamento complessivo delle attività superiore al 50% sono 327, di cui 95 sono localizzati nell’area nord-est (29%), 66 in quella nord ovest (20%), 72 al centro (22%), 66 al sud (20%) e 28 nelle isole (9%).

In considerazione della necessità di aggiornare i Piani regionali di potenziamento dei centri per l’impiego al fine di consentire la rendicontazione del previsto target al 2025, il DD del 6 luglio 2023, n. 118, provvede a ripartire tra le regioni risorse pari a 200 mln di euro, poste a carico delle risorse assegnate con il Decreto del Ministro dell’Economia e Finanze del 6 agosto 2021

2. Creazione di imprese femminili (M5C1-I. 1.2-17);

Con la legge di bilancio 2021 è stato istituito il Fondo impresa femminile per promuovere e sostenere l’avvio e il rafforzamento delle imprese femminili, programmi ed iniziative per la diffusione della cultura dell’imprenditorialità tra la popolazione femminile (articolo 1, commi 97-103, legge 30 dicembre 2020, n. 178).

La dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 è stata successivamente integrata. Con decreto interministeriale del 24 novembre 2021 si sono infatti aggiunti 160 milioni di euro provenienti dall’investimento qui in oggetto.

Le residue risorse PNRR, pari a 240 milioni di euro sono state destinate ad ulteriori misure che hanno mostrato particolare efficacia (100 milioni di euro per la misura cd. NITO-ON, per l’autoimprenditorialità femminile; 100 milioni per la misura cd. Smart &Start Italia per le startup innovative; 40 milioni per l’attuazione di misure di accompagnamento, monitoraggio e campagne di comunicazione).

Ai sensi dell’articolo 2, comma 6-bis, del D.L. n. 77/2021 (L. n. 108/2021) almeno il 40% delle risorse PNRR deve essere destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il Decreto interministeriale 30 settembre 2021 ha disciplinato l’ambito di applicazione, le finalità dell’intervento, la ripartizione della dotazione finanziaria del Fondo. Il Decreto interministeriale 27 luglio 2021 ha disciplinato la composizione e le modalità di nomina del Comitato impresa donna, i cui componenti sono stati nominati l’8 marzo 2022

 In data 2 febbraio 2023, Invitalia e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy hanno sottoscritto la convenzione per la gestione e attuazione del Capo V del “Fondo a sostegno dell’impresa femminile” ex art. 1, commi 97-106, della legge 178/2020, comprensiva della dotazione PNRR (Decreto interministeriale 24 novembre 2021), finalizzata alla promozione e formazione dell’imprenditoriale femminile. I primi mesi dall’avvenuta registrazione della Convenzione saranno impiegati nella macro-progettazione e avvio delle attività, nella stipula dell’accordo tra amministrazioni con Unioncamere e nella pubblicazione degli affidamenti per acquisto di beni e servizi.

Nella relazione della Corte dei Conti sull’attuazione del PNRR (DOC XIII-bis, n. 1, Tomo I) di marzo 2023, che si basa sui dati disponibili al 13 febbraio 2023, si rileva quanto segue: il target appare raggiungibile senza ostacoli in coerenza con le scadenze del cronoprogramma..

3.Sistema di certificazione della parità di genere (M5C1-I. 1.3-12,13,14);

La certificazione della parità di genere è stata regolata dalla L. 162/2021 e dalla L. 234/2021 e implementata attraverso i seguenti passaggi:

il Decreto del Dip.to delle pari opportunità del 1° ottobre 2021 che ha istituito il Tavolo tecnico per la definizione di standard tecnici del sistema di certificazione;

i decreti del Dip.to Pari opportunità del 27 gennaio 2022 e del 22 febbraio 2022 che hanno istituito, rispettivamente, la Cabina di regia interistituzionale per la parità di genere e l’Osservatorio nazionale per l’integrazione delle politiche per la parità di genere;

l’Accordo del 28 gennaio 2022 tra il Dipartimento per le pari opportunità e SOGEI per la progettazione e implementazione di un sistema informativo sulla certificazione della parità di genere, rilasciato il 21 dicembre 2022

il Decreto del Dipartimento delle pari opportunità del 5 aprile 2022 che ha istituito il Tavolo di lavoro permanente sulla certificazione di genere alle imprese;

il Decreto del Dip.to delle pari opportunità del 29 aprile 2022 che definisce i parametri minimi per  il  conseguimento  della  certificazione della parità di genere alle imprese, parametri di cui  alla  Prassi di  riferimento  UNI/PdR  125:2022 che prevede sei criteri (driver) necessari per stabilire la concessione della certificazione;

il decreto del 19 luglio 2022 di nomina dei componenti del Tavolo permanente sulla certificazione della parità di genere;

l’Accordo del 15 settembre 2022 di collaborazione tra il Dipartimento per le pari opportunità e Unioncamere per la progettazione e organizzazione delle attività relative all’implementazione del Sistema di certificazione della parità di genere;

il DM del 20 ottobre 2022 che definisce i criteri e le modalità per l’accesso all’esonero contributivo previsto dalla L. 162/2021 in favore dei datori di lavoro privati in possesso della certificazione della parità di genere

Il Sistema della certificazione della parità di genere è di fatto già operativo in quanto Accredia, l’ente italiano di accreditamento, ha abilitato 36 organismi di valutazione che a loro volta hanno certificato 460 imprese (dati al 28 luglio 2023, presenti sul sito https://certificazione.pariopportunita.gov.it/public/home ).

Il Dip.to Pari opportunità ha pubblicato un Avviso per la formazione di un elenco degli organismi di certificazione accreditati. Le domande d’iscrizione all’elenco potranno essere trasmesse fino al 30 giugno 2026.

Ai fini della creazione di un sistema informativo presso il Dipartimento per le pari opportunità con funzione di

piattaforma di raccolta di dati disaggregati per genere e di informazioni sulla certificazione, nonché dell’albo degli enti accreditati, si è proceduto ad un affidamento in house alla società Sogei Spa. L’affidamento, per un importo di 977.964,79 euro, è avvenuto con la firma di un Accordo esecutivo del 28 gennaio 2022, nell’ambito della Convenzione quadro che Sogei ha siglato con la Presidenza del Consiglio dei ministri, scaduto il 30 aprile 2023. è in corso di definizione un nuovo accordo con Sogei in vista del mantenimento e dell’ulteriore sviluppo della piattaforma contenente i dati della certificazione. Il rilascio delle prime funzionalità del sistema informativo è avvenuto in data 21 dicembre 2022.

 Nell’ultima Relazione sull’attuazione del PNRR presentata dal Governo al Parlamento e aggiornata al 31 maggio 2023 viene segnalato che per la misura in esame si riscontra un elemento di debolezza riconducibile esclusivamente a “Eventi e circostanze oggettive” (squilibrio offerta/domanda, investimenti non attrattivi, impreparazione del tessuto produttivo).

4.Sistema duale (M5C1-I. 1.4-15);

Con il DM 26 novembre 2021, n. 226, sono stati individuati i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie previste dalla Tabella A del DM 6 agosto 2021, pari a 600 mln di euro nel periodo 2021-2025.
Con il DM 2 agosto 2022, n. 139, sono state adottate le “Linee Guida per la programmazione e attuazione dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) e di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS) in modalità duale”, in recepimento dell’Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano del 27 luglio 2022.

Il Decreto Direttoriale n. 54 del 22 luglio 2022 ha assegnato le risorse alle regioni e alle province autonome, per il 2021, di una prima quota del 20% – pari a euro 120 mln di euro – del totale delle risorse del PNRR.

Il DM n. 52 del 30 marzo 2023, ha individuato i criteri di ripartizione in favore delle Regioni e Province autonome, relativamente all’annualità finanziaria 2022, delle risorse ordinarie e delle risorse PNRR per il finanziamento dei percorsi formativi nel “Sistema duale”.

5. Servizio civile universale (M5C1-I. 2.1-16).

Sul punto, al 31 dicembre 2022 il numero di operatori volontari avviati era pari a 45.920. Inoltre, è stato adottato il relativo Piano triennale 2023-2025.


II Le riforme previste nell’ambito della Componente 1 sono le seguenti:

Politiche attive del lavoro e formazione (M5C1-R. 1.1-1,2,3,4,5);

Per quanto riguarda l’attuazione di tale riforma (traguardo entro il 2021) sono stati pubblicati il Decreto ministeriale 5 novembre 2021 recante l’adozione del Programma GOL (sul sito del MLPS le slide di presentazione del Programma GOL) ed il Decreto ministeriale 14 dicembre 2021 recante l’adozione del Piano nazionale nuove competenze che comprende tre programmi guida: il Programma Gol, il Sistema duale e il Fondo Nuove Competenze.
Inoltre, le risorse destinate alle regioni con il Decreto interministeriale emanato il 4 agosto 2022 per l’adozione di misure di politica attiva – pari a oltre 322 milioni di euro – possono essere programmate e utilizzate in maniera complementare con quelle assegnate ai fini dell’attuazione del Programma GOL.

L’art. 15 del D.L. 36/2022, infine, incrementa di 43 unità la dotazione organica di ANPAL, anche al fine di attuare la riforma delle politiche attive del lavoro e di rafforzare il ruolo di coordinamento e monitoraggio dei centri per l’impiego assegnato all’Agenzia.
Inoltre, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano hanno adottato i Piani attuativi richiesti per la declinazione territoriale di quanto è previsto nel Programma GOL, approvati da ANPAL

Con l’approvazione dei piani regionali si entra nella fase operativa del Programma GOL finalizzata al raggiungimento entro fine 2022 di almeno 300.000 utenti dei centri per l’impiego che, all’esito dei percorsi di assessment e profiling, sottoscrivono un patto di servizio personalizzato (banca dati Regis).

Tale obiettivo è stato raggiunto in anticipo rispetto alla data del 31 dicembre 2022 dal PNRR. Infatti, come riportato nella nota di monitoraggio Anpal n. 5 del 2022, al 31 dicembre 2022 i partecipanti al Programma GOL erano 709.127.

Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso (M5C1-R. 1.2-8,9,10,11)

Per quanto riguarda l’attuazione di tale riforma, Il Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso per il triennio 2023-2025 (entrato in vigore il 21 dicembre 2022) è stato adottato con DM del 19 dicembre 2022, n. 221, come predisposto dal Tavolo tecnico (istituito dal DM 24 febbraio 2022, n. 32 e prorogato prorogati sino al 3 settembre 2025 dal DM del 17 giugno 2022)) e successivamente aggiornato con il DM n. 58 del 6 aprile 2023.

Il Piano nazionale opera in sinergia con il Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato (2020-2022; “Piano caporalato”) e ne contribuisce all’implementazione delle azioni prioritarie, con particolare riferimento a quelle volte a favorire l’impiego regolare di lavoratori stranieri in agricoltura, attraverso il contrasto agli insediamenti abusivi e la promozione di politiche attive del lavoro.

In attuazione del suddetto Piano, che prevede, tra l’altro, la definizione di una struttura di governance per garantire l’attuazione delle misure ivi previste, con DM n. 57 del 2023 è stato istituito il Comitato nazionale per la prevenzione e il contrasto del lavoro sommerso.

III Il quadro finanziario del PNRR, con la ripartizione delle risorse tra le Amministrazioni titolari degli interventi e l’individuazione di traguardi ed obiettivi semestrali, è stato definito con il D.M. Economia e finanze del 6 agosto 2021.

La Tabella che segue espone, in forma riepilogativa, il quadro finanziario per l’attuazione degli interventi della Missione 5, Componente 1 (Politiche per il lavoro).

(in milioni di euro)

Missione/Componente  Investimento/RiformaRisorse PNRRAmministrazione titolare/Soggetto attuatore
M5C1I. 1.1 Potenziamento dei Centri per l’impiego (M5C1-I. 1.1-6,7)600 (sovvenzioni)Ministero del lavoro e delle politiche sociali in collaborazione con ANPAL
M5C1I. 1.2 Creazione di imprese femminili (M5C1-I. 1.2-17,18,19)400 (Prestiti)Ministero dello sviluppo economico in collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della PCM 
M5C1I. 1.3 Sistema di certificazione della parità di genere (M5C1-I. 1.3-12,13,14)10 (sovvenzioni)PCM – Ministro per le pari opportunità e la famiglia
M5C1I. 1.4 Sistema duale (M5C1-I. 1.4-15)600 (sovvenzioni)Ministero del lavoro e delle politiche sociali
M5C1I. 2.1 Servizio civile universale (M5C1-I. 2.1-16)650 (sovvenzioni) Ulteriori 300 mln di euro proverranno dal Fondo nazionale per il Servizio civilePCM – Ministro per le politiche giovanili
M5C1R. 1.1 Politiche attive del lavoro e formazione (M5C1-R. 1.1-1,2,3,4,5)4.400 (sovvenzioni) Ulteriori 500 mln di euro a valere sulle risorse del Programma REACT-EUMinistero del lavoro e delle politiche sociali in collaborazione con ANPAL
M5C1R. 1.2 Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso (M5C1-R.1.2-8,9,10,11)Ministero del lavoro e delle politiche sociali

Nel complesso i suddetti interventi beneficiano di risorse complementari per 1,65 miliardi dai progetti PON e 24,65 miliardi dagli stanziamenti della Legge di Bilancio.

 Si ricorda che una delle azioni con cui il Governo intende incrementare la partecipazione dei giovani e delle donne al mercato del lavoro è costituita dall’inserimento nei progetti finanziati dal PNRR e dai Fondi REACT-EU e FCN di previsioni dirette a condizionarne l’esecuzione all’assunzione di giovani e donne.

A tale previsione è stata data attuazione con l’art. 47 del D.L. 77/2021 che prevede che le stazioni appaltanti inseriscano nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti specifiche clausole dirette all’inserimento – come requisiti necessari e come ulteriori requisiti premiali dell’offerta – di criteri volti a promuovere l’inclusione lavorativa delle persone disabili, l’imprenditoria giovanile, la parità di genere e l’assunzione di giovani con età inferiore a trentasei anni e di donne di qualsiasi età.

 In conseguenza del necessario coinvolgimento degli enti territoriali nell’implementazione della Riforma delle politiche attive del lavoro, parte delle risorse vengono destinate dal Piano alle regioni.

In particolare, per l’investimento 1.1 il Piano prevede risorse pari a 600 mln di euro da destinare alle regioni; di questi, 400 sono già ripartiti tra le regioni stesse sulla base delle unità aggiuntive di personale previste nel Piano nazionale di potenziamento dei Centri per l’impiego.

Anche per il rafforzamento del Sistema duale, investimento 1.4, si prevede un coinvolgimento delle regioni. Le relative risorse, pari a 600 mln di euro, saranno infatti erogate dalle regioni medesime, in linea di continuità con quanto viene annualmente ripartito in base a norme di legge per le formazioni professionali.